venerdì 5 dicembre 2008

IVA IN THE SKY

Ieri si è finalmente conclusa la partita sull’innalzamento dell’Iva. Ed è stato Berlusconi a portare a casa un risultato positivo, almeno un tre a zero, sbaragliando ogni avversario.

Il primo goal lo ha segnato nella Rete di Rupert Murdoch. L’imprenditore australiano, proprietario di Sky, dovrà arrendersi all’idea di pagare il 20% di Iva per ogni abbonato e decidere quanto far pesare il sovraccarico di spese sui clienti Sky.

Il raddoppio è sempre siglato da Sua Emittenza, su assist delle televisioni a cui, ultimamente, chiede aiuto a gran voce perché modifichino la nostra percezione della realtà. Chi ha letto notizie riguardanti questo caso su quotidiani o per esempio su L’Espresso, è venuto a conoscenza che le agevolazioni di Sky sono semplicemente state ereditate , perché prodotte prima che l’azienda televisiva arrivasse in Italia. Tali agevolazioni, risalenti al ’91, erano state previste, piuttosto, per avallare il progetto di espansione di Fininvest nel mercato delle pay Tv. Ricordate Telepiù?

Peccato che in televisione queste cose non si possono dire. Rai e Mediaset mostrano la loro più totale indifferenza nei confronti della verità e si limitano a passare le tirate di Berlusconi dove afferma che non esiste conflitto d’interessi, che la sinistra sta strumentalizzando le azioni del governo e che, soprattutto è stata proprio la sinistra a dare a Sky una aliquota Iva agevolata.

(Menzogne, solo menzogne!)

La terza rete nasce da un retropassaggio sbagliato dell’Unione europea che permettere al bomber di Arcore di chiudere il match. L’Ue, infatti, ha fatto sapere attraverso le dichiarazioni di Maria Assimakopoulou, portavoce del Commissario alla Fiscalità Laszlo Kovacs, che la Commissione Ue avrebbe dovuto aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia, se questa non avesse equiparato le aliquote Iva sulla tv a pagamento, suggerendo un riallineamento verso il basso. «La commissione è del parere che le trasmissioni via etere (digitale terrestre) debbano essere soggette a un'aliquota Iva ridotta (10%) identica a quella applicata alle stesse trasmissioni via cavo e via satellite», scriveva all'Italia l'11 aprile 2008 la direzione generale Ue per la Fiscalità..

L’Italia è sempre stato un paese in controtendenza…

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