mercoledì 28 ottobre 2009

ADESSO IL CONTO…QUADRA

Scavando un po’ nel passato possiamo scoprire che già all’inizio dell’aprile 2008 si poteva leggere il nome della Quadra Progetti S.r.l. immischiato in alcune riprogettazioni architettoniche ed urbanistiche che suscitavano scalpore ed indignazione.

Mi riferisco al caso del Galluzzo e agli abitanti di via Silvani che costituirono un comitato per protestare contro la demolizione della vecchia palestra che sorgeva in via Gherardo Silvani 3 rosso e la costruzione sulle sue polveri di due edifici moderni, subito battezzati «radiatori» per le griglie metalliche progettate sulla facciata, per un totale di nove appartamenti, un ufficio e garages.

Prima della fine del mese, Franca Selvatici scriveva su La Repubblica:

L' ufficio edilizia privata dell' assessorato all' urbanistica del Comune di Firenze. Una grande impresa di costruzioni, il Gruppo Margheri. Una società di progettazione, la Quadra Srl. Un' inchiesta della procura fiorentina li investe tutti e tre. L' accusa è corruzione e fra gli indagati (una decina) vi è anche l' attuale capogruppo del Partito Democratico in Palazzo Vecchio Alberto Formigli. Dal maggio 2003 al giugno 2005 Formigli, che è geometra di professione, è stato presidente della commissione urbanistica. Fino al 23 marzo 2004 è stato anche socio della Quadra Progetti, di cui oggi è amministratore l' architetto Riccardo Bartoloni, presidente dell' Ordine di Firenze, anch' egli fra gli indagati insieme con il presidente del Gruppo Margheri, Mario Margheri, con il geometra Bruno Ciolli, con un secondo funzionario dell' assessorato all' urbanistica di Firenze e alcuni professionisti.”

L’inchiesta parte dagli accertamenti sul complesso residenziale Dalmazia. Il Gruppo Margheri avrebbe ceduto a forte sconto un appartamento e due posti auto del complesso Dalmazia alla figlia del geometra Ciolli. In cambio sarebbero stati avvantaggiati a più riprese: prima con una concessione edilizia rilasciata nel 2001 sebbene fosse pendente una richiesta di condono edilizio da parte della Lavazza, poi con una serie di varianti in corso d' opera che, secondo gli inquirenti, hanno fatto lievitare gli appartamenti da 179 a 188 e i posti auto da 170 a 366. Il progetto originario è firmato dall' architetto Riccardo Bartoloni, presidente dell' Ordine di Firenze e amministratore della Quadra, società che poi ha curato i progetti di variante. Fra gli indagati vi sono anche l' altro amministratore della Quadra, il geometra Alberto Vinattieri, e il geometra ed esponente Pd Alberto Formigli.

Con l’avanzamento delle indagini l’inchiesta si espande a macchia d’olio anche su altri progetti approvati dalla Quadra fra i quali spiccano l' edificio in via Ponte di Mezzo 27, la Quadra Key Residence in via Bardazzi e il centro unitario di autodemolizioni Il Ferrale, a Mantignano Ugnano.

Le indagini vanno avanti fino a che un paio di giorni fa, l’Italia tutta apprende dai mass media la notizia che la magistratura stava indagando su alcuni esponenti del PD ed alcuni funzionari pubblici del comune di Firenze.

Sono 21gli indagati, 17 denunciati, 6 le persone arrestate e poste ai domiciliari. Una è in carcere. Questo è stato bilancio dell’inchiesta della Procura di Firenze sugli abusi edilizi, illustrata dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e dai sostituti procuratori Leopoldo Di Gregorio e Giuseppina Mione. Tra le persone poste agli arresti domiciliari figura Alberto Formigli. Le accuse confermate sono truffa aggravata, associazione per delinquere finalizzato all'abuso edilizio, truffa, falso, abuso di atti d'ufficio.

Secondo quanto ricostruito dai magistrati l'associazione per delinquere vedrebbe i suoi perni nello stesso Formigli, riconosciuto come "socio occulto” della Quadra progetti srl, nell'ex presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Vecchio, Antongiulio Barbaro (Pd), e in due dirigenti dell'ufficio tecnico del Comune di Firenze.

Aspettando l’alba di una nuova era politica…

sabato 24 ottobre 2009

DOPO BERLUSCONI E’ IL MOMENTO DI MARRAZZO.


Se da una parte c’è chi va con le prostitute, dall’altra si preferisce le trans.

Il minimo comune denominatore è facile trovarlo: l’infedeltà. Infedeli nei confronti delle loro famiglie, delle proprie mogli. E quindi politicamente incoerenti con la loro difesa dei valori cristiani e morali. Io credo che se qualcuno ha bisogno di essere “coccolato” da una prostituta o da un trans, è liberissimo di farlo, a patto che il giorno dopo non partecipi al family day, o che non faccia leggi che puniscono chi vuole andare a mignotte!

È vero che al cittadino non dovrebbe interessare la vita privata di un politico, fino a quando la condotta del politico rispecchia il suo pensiero e la sua filosofia di vita. Se ci fosse un politico che difende la categoria delle prostitute libere (quelle che lo fanno perché costrette sono vittime dello sfruttamento e devono essere difese per altri motivi) e promuove la riapertura delle case chiuse. Se questo politico fosse ateo e celibe e decidesse di usufruire di questi servizi, come potremmo sollevare obiezioni? È coerente!

Pannella si fumava le canne, infrangendo pure la legge?Si, ma sosteneva pure la legalizzazione della maryuana. Esempio di coerenza, più o meno condivisibile.

Ma la cosa più amara è vedere l’imbarazzo e con i politici, trasversalmente, abbiano difficoltà ad affrontare la notizia.

Il Pd aspetterà la fine del congresso per prendere una posizione e decidere se chiedere le dimissioni del Presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, classe 1958, o lasciarlo lì fino alle prossime elezioni regionali. Franceschini, Bersani e Marino hanno deciso di consultarsi prima di esprimere un verdetto. Ma loro, invece di dircelo, preferirebbero scrivere il responso su un foglietto, infilarlo in una bottiglia e gettarlo nell’Oceano Pacifico. Così avremmo potuto leggere la notizia fra otto mesi su un quotidiano messicano. Nessuno dei tre candidati vorrebbe infastidire i sostenitori di Marrazzo, nessuno vorrebbe agitare troppo le acque per non disturbare gli equilibri creati e adesso precari, in vista delle primarie. In questo modo, dividendosi equamente la responsabilità, nessuno risulterà svantaggiato o avvantaggiato e manterranno le proprie fette di elettorato.

Dall’altra parte, tra le fila del Pdl, troviamo, invece, chi difende a spada tratta il Governatore del Lazio (ora autosospesosi), costretto dagli logica degli eventi. Il messaggio è “Piero non si deve dimettere!”. Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, dice che è una brutta vicenda anche perché coinvolge quattro carabinieri indagati per estorsione, ricettazione, violazione della privacy e del domicilio. Giusto. Marrazzo è una vittima. Non credo, piuttosto direi incoerente e ricattabile, quindi non più idoneo a svolgere le sue funzioni,fino alla conclusione del processo.

Anche Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl, condivide l’invito a non dimettersi, aggiungendo che si affermi il principio della separazione tra politica e vita privata.

Il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, dopo aver consigliato al Pd di analizzare la propria crisi, invece di pensare alle crisi degli altri, reclama che sia fatta luce sull’accaduto, ma non si sbilancia sul tema dimissione.

Nel frattempo Idv, Verdi e Sinistra e Libertà chiedono le dimissioni di Marrazzo.

Comunque sia, un brutto colpo, per un Pd che, oltre a non esprimere al meglio il loro Fare attività di opposizione politica, ha la sfortuna di ritrovarsi all’interno, rappresentanti incoerenti e politicamente ambigui.

giovedì 15 ottobre 2009

POVERI POLITICI DOPPIOLAVORISTI!


Poveri i nostri politici, costretti a far due lavori per sopravvivere!

I nostri rappresentanti parlamentari, ieri, sono stati dipinti da tutte le tv e le testate giornalistiche come fannulloni, quando, invece, questi poveri ragazzi sono costretti a fare due lavori per portare a casa qualcosa in più: anche loro, nonostante continuino a negarlo, pare abbiano sentito gli effetti della crisi e facciano fatica ad arrivare a fine mese.

Nessuno lo sa, ma i nostri deputati e senatori hanno soltanto un contratto di collaborazione occasionale. Un semplice contratto a tempo determinato (dalla crisi di governo).

Sono perciò costretti a lavorare solo tre ore al giorno, tempo più che sufficiente per votare i provvedimenti governativi su cui spesso veniva imposto il voto di fiducia. Un deputato non ha neppure il tempo di andarsene a mensa a desinare (come direbbe mio nonno) per usufruire del solito sconto. Infatti, la mensa di Montecitorio è più economica di qualsiasi altra mensa universitaria. Si parla di un pranzo completo incluse le bevute per un paio di euro. Sarà mica la Caritas?

Così i nostri rappresentanti son costretti a farsi il caffè a casa e mangiare un paio di biscotti secchi prima d’andare a schiacciare il pulsante, che fa molto i sopravvissuti di “Lost”, che non c'hanno una mazza da fare se non che premere quel bottone che permette loro di sopravvivere.

Frustrati dall’atteggiamento despotico del governo, delusi dalla pochezza dell’indennizzo ricevuto per il lavoro svolto (lo ricordo ancora una volta: premere un bottone. Sono solo 15 le leggi non provenienti dal Governo e approvate dal Parlamento dall’inizio della legislatura ad oggi), annoiati di svolgere un lavoro ormai poco stimolante, i parlamentari sono disposti a fare due lavori: chi prosegue a fare l’avvocato, chi il consulente, chi il medico, chi il professore universitario, chi l’imprenditore, chi l’operaio e chi la casalinga!!

Sono disposti a viaggiare molto pur di fare qualcosa che a loro interessi veramente, a muoversi quotidianamente tra Roma e le sedi delle prime attività.

E visto che non sono riusciti a mangiare a scrocco per colpa dell’orario dei lavori alle Camere, si prendono la loro rivincita viaggiando gratuitamente.

Poveri i nostri politicanti!