venerdì 28 novembre 2008

A SPRESIANO E' GIA' NATALE


Notizia del giorno

Spresiano è un comune della provincia di Treviso, in Veneto. Conta poco più di novemila persone tra italiani, cittadini comunitari ed extracomunitari. Nella giunta del comune di Spresiano lavora Manola Spolverato, assessore al Sociale in quota Lega.

Oggi si legge che l’assessore ha portato davanti alla Giunta e al Consiglio comunale la proposta di dare 2000 euro a tutte quelle famiglie di extracomunitari,e residenti nel comune con regolare permesso di soggiorno, ma ormai senza un lavoro. 2000 euro a patto che queste famiglie se ne vadano via da Spresiano. All’assessore non importa dove queste famiglie possano trovare un’altra casa ed un altro lavoro: la cosa importante è che non continuino a pesare sulle casse comunali. È la stessa Spolverato ad affermare che dare quel “contributo di inserimento” (così lo ha definito il suo inventore) costerebbe meno che garantire il sostentamento degli immigrati regolari.

Commento

Forse non dovrei dirlo, ma non mi stupisce che una proposta tanto ridicola fosse stata partorita da un leghista.

Ma sono convinto che tra di loro esista anche brava gente, in buona fede, che sa accogliere, e sa porre le basi di una giusta e corretta integrazione. I dettagli di questo provvedimento non li conosco, ma possiamo lo stesso ragionarci un po’ sopra e vedere dove il nostro pensiero ci porta.

1)Mettiamo il caso che io sia uno di quei marocchini, immigrato regolare di Spresiano da cinque anni, sposato con una donna marocchina che non parla molto bene italiano. Io, mia moglie e i miei due figli viviamo in affitto in un appartamento di 50 mq. Ho lavorato come dipendente in un’azienda agricola della zona, ma adesso sono disoccupato e non come mantenere la mia famiglia. Gli unici lavori che trovo saltuari, a nero e mal retribuiti. Il Comune mi ha detto che mi darà 2000 euro se me ne vado con la mia famiglia in un altro posto.

Ma dove vado e cosa potrei fare?Qui ho travato nuovi amici. La signora del piano di sopra ci aiuta con i figli: stanno con lei quando io non ci sono e mia moglie va con una sua amica a pulire in casa dell’avvocato. Potremmo trasferirci a Carbonera, ad Arcade oppure a Villorba (comuni limitrofi a Spresiano), così potrei mantenere tutte la mia rete di contatti e magari continuare a cercare lavoro nella zona e mandare i miei figli nella scuola pubblica dove già conoscono alcuni bambini che vivono nel nostro stesso condominio.

In questo caso, qual è l’obiettivo raggiunto dalla Spolverato? Ha dato 2000 euro ad una famiglia perché si trasferisse in un paesino limitrofo e continuasse a vivere, lavorare e patire come prima. L’unica differenza è che questa famiglia, oltre ai 2000 euro, riceverà poi il sostegno economico dal comune leghista limitrofo.

Sai loro come sarebbero contenti? Sarebbe costretti a dare anche loro duemila euro perché i nuovi arrivati continuino la loro peregrinazione.

2)Mettiamo il caso che la storia inizi come nel caso precedente, ma questa volta l’immigrato marocchino si è ben integrato e pensa come un vero e proprio italiano. Chiama tutti i suoi connazionali che hanno un permesso regolare e li fa transitare da Spresiano, facendo prendere loro la residenza a casa sua così che tutti possano usufruire di questo generosissimo “contributo di inserimento”. Magari il nostro amico potrebbe anche chiedere una piccola percentuale ad ogni famiglia che riesce ad aiutare. Nel giro di 6 mesi Spresiano dichiarerebbe bancarotta!

Cari politici dei miei stivali,

perché prima di parlare non riflettete e poi state zitti. Io ho portato alla luce due esempi stupidi, banali e forse anche poco realistici. Quando una persona non serve più, la soluzione migliore è sbarazzarsi di quella persona. È innegabile che una proposta del genere crea cittadini di serie A e di serie B, lavoratori di serie A e di serie B. E a me quasi dispiace essere un disoccupato di serie A perché 2000 euro mi farebbero comodo.

Quasi quasi prendo residenza con falso nome a Spresiano...

mercoledì 26 novembre 2008

CRISI ECONOMICA E DETASSAZIONE DELLE TREDICESIME

Il Ministro dell’Economia risponde picche alla richiesta del Premier di trovare nuove risorse per rilanciare il consumo nel periodo natalizio.


A Bruxelles, la Commissione Ue ha presentato il piano d’azione per rilanciare l’economia europea. Tra gli obiettivi del progetto ci sono la richiesta alla Bce di ridurre i tassi d’interesse al 2,5-2,75%, e il congelamento, per i prossimi due anni, del Patto di Stabilità e Crescita che permetterebbe di “varare misure eccezionali di stimolo fiscale”.

Cos’è il Patto di Stabilità e Crescita?

È un accordo stipulato dai paesi membri che definisce alcune norme al fine di controllare le politiche di bilancio di ogni stato per mantenere fermi i requisiti di adesione alla Eurozona. Il PSC stabilisce che il deficit pubblico (l’ammontare della spesa pubblica non coperte dalle entrate dell’erario) di un paese non superi il 3% del Pil (Prodotto interno lordo: tutti i beni e i servizi che il paese produce in un anno). Inoltre ogni paese deve mantenere il proprio debito pubblico al di sotto del 60% del Pil, o mostrare segni di rientro nei parametri. Il nostro debito, invece sale e raggiunge quota 104%.

Cosa permetterebbe di fare tale congelamento?

Sarkozy e Merkel ne hanno fatto richiesta in una lettera congiunta presentata a Bruxelles, consapevoli che ogni paese dovrà arrangiarsi da solo nel difendersi dalla crisi. Con questa lettera hanno richiesto che ogni Stato possa sforare la soglia massima del 3% del deficit, per sostenere i consumi e rilanciare la produttività. Essendo paesi seri, Francia e Germania, hanno aggiunto che ogni ipotetico 0,00001% di aumento del deficit dovrà essere documentato, giustificato, messo a verbale e presentato ed approvato dall’Unione europea prima di essere eseguito. Le proposte dei due leader europei continuano e non suonano familiari alle nostre orecchie, come la riduzione dell’Iva, i tagli ai costi delle imprese, un fondo anti-disoccupazione e il sostegno alle banche.

Se queste sono le richieste di manovra dei nostri “vicini”, è segno che loro possono permettersi degli spazi di manovra. Nel 2007, infatti, il debito pubblico e il deficit di Francia e Germania erano rispettivamente di 64,2% e -2,7% per la prima e 65% e ZERO per la seconda. Nel 2007 il nostro debito pubblico, come ho già ricordato, è salito al 104%, ma il rapporto del deficit segnava -1,9%. Peccato che con le manovre adottate dal governo per affrontare la recessione ormai prossima, il nostro deficit sia tornato alla soglia limite del 3%.

Ed è lo stesso Ministro Tremonti ad affermarlo, in risposta alle pressioni di Berlusconi che pretendeva si trovassero ulteriori risorse per sostenere le famiglie. Tremonti è stato chiaro. Ha detto che la finanziaria 2009 non si tocca, che con quella si è raggiunto il risanamento e detassare le tredicesime costerebbe almeno mezzo punto di Pil, cioè otto miliardi di euro!sono stati trovati i soldi per le imprese e per le famiglie in difficoltà (quei quattro miliardi di euro che Berlusconi considera insufficienti, ma che valgono lo 0,25% del Pil e hanno portato il nostro deficit vicino alla famosa soglia 3%).

Il Primo Ministro è stato, perciò, costretto a fare marcia e confermare il rispetto del PSC, facendo della necessità una virtù. Ma non ha tenuto nascosta la volontà di rischiare e avere fiducia nella ripresa dei consumi. Ingenuo?Ottimista? Non lo sapremo mai.

Intanto le famiglie delle classi medio-basse si dovranno accontentare di 1,30 euro al giorno, secondo le stime fatte per la redistribuzione minima degli incentivi statali.

Questa mattina, su Omnibus (La7), il senatore Pd Giorgio Tonini, è tornato a parlare dell’abolizione dell’Ici e della vendita di Alitalia. L’estensione dell’abolizione dell’Ici su ogni prima casa ha ridotto le entrate di circa tre miliardi di euro, la vendita della compagnia aerea italiana a Cai è costata allo Stato tre miliardi di euro, per un totale di circa sei miliardi. Risorse che, se il governo avesse incassato, avrebbe potuto riutilizzare per ridurre la pressione fiscale sugli stipendi di fine anno oppure aggiungere ai quattro previsti per il sostegno alle famiglie.

Ora bisogna tenere conto che i soldi ricavati dall’Ici sarebbero spettati ai Comuni, mentre Alitalia lascia allo Stato un buco di due miliardi e non tre come sottolineava il senatore Tonini. Ma a prescindere dalle sue errate valutazioni, sicuramente almeno cinque miliardi di euro avrebbero allentato la morsa della crisi.



Paese

Finanza pubblica 2007

deficit (-)/surplus (+) annuo rispetto al PIL

debito pubblico rispetto al PIL

Limite di riferimento

max deficit -3%

max debito 60%

Austria

-0.5%

59.1%

Belgio

-0.2%

84.9%

Cipro

+3.3%

59.8%

Finlandia

+5.3%

35.4%

Francia

-2.7%

64.2%

Germania

0.0%

65.0%

Grecia

-2.8%

94.5%

Irlanda

+0.3%

25.4%

Italia

-1.9%

104.0%

Lussemburgo

+2.9%

6.8%

Malta

-1.8%

62.6%

Paesi Bassi

+0.4%

45.4%

Portogallo

-2.6%

63.6%

Slovenia

-0.1%

24.1%

Spagna

+2.2%

36.2%

sabato 22 novembre 2008

ADDIO ALITALIA. LA PATATA BOLLENTE PASSA A CAI


“È stata una trattativa vera, questi valori sono assolutamente congrui e le valutazioni sono corrette”, avrebbe detto il commissario straordinario della Magliana, Augusto Fantozzi, ai microfoni dei giornalisti che gli chiedevano un commento sull’accordo raggiunto con gli ad di Cai. Alitalia, infatti, passerà sotto il controllo di Colaninno e Sabelli il 1 dicembre 2008. I termini del contratto stabiliscono che Cai riconoscerà ad Alitalia 936 milioni di euro, più altri 116 milioni per le società che creditrici che hanno offerto i loro servizi in precedenza, per un totale di 1.052 milioni di euro. Ad esempio 6 milioni sono destinati ad Alitalia Airport per il servizio di handling, mentre 20 andranno ad Alitalia Express.Adesso basta solo pagare. Cai si prepara a versare 427 milioni di euro cash, per dare nuovo ossigeno alla compagnia sommersa dai debiti. I primi 100 milioni in contanti saranno sborsati entro la prossima settimana. I restanti 327 mln saranno suddivisi in due rate. La prima, da versare entro sei mesi, servirà ad annullare i debiti con le aziende del gruppo; la seconda servirà esclusivamente alle attività di volo di Cai e potrà essere onorata entro due anni. Sulle modalità di pagamento dei restanti spiccioli non è emerso altro al momento.
Restano sullo sfondo i conti in rosso di Alitalia che quest’anno sfiorano la cifra record di 1 miliardo di euro. La matematica non è un’opinione: il 17 novembre Repubblica riportava che Alitalia aveva debiti per circa 2,3 miliardi di euro; Cai pagherà solo, si fa per dire, poco più di un miliardo. Con una semplice sottrazione si capisce che nelle mani della bad company rimarranno debiti per circa 1,3 miliardi; ciò vuol dire che questo buco peserà sulle spalle dei contribuenti. Inutile venirci a dire che Cai rimborserà l’ultimo prestito-ponte di 300 milioni, da contare nei 1.052 milioni già citati. L’unica possibilità è che lo Stato venda ad altre compagnie i cargo e gli asset, valutati circa 700 milioni e rimasti fuori dall’accordo con Cai.

venerdì 21 novembre 2008

TRA I DUE LITIGANTI IL TERZO GODE. L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI


Negli ultimi giorni il dibattito sulla presidenza della Commissione di vigilanza Rai sembra essersi inasprito. E se prima le parti in causa erano due, maggioranza e opposizione si contendevano il diritto di scegliere chi avrebbe dovuto presiedere la Commissione parlamentare, dopo lo scherzetto del Pdl&Co, che ha eletto il senatore Riccardo Villari (Pd), sono diventati tre. Infatti, adesso che Berlusconi e Veltroni sembrano essersi accordati sul nome del senatore Sergio Zavoli (Pd), Villari non ha intenzione di dimettersi, di farsi da parte, di tornare nell’ombra, insomma, Villari non vuole rinunciare al suo momento di gloria. Cadono nel vuoto anche gli appelli del Primo Ministro e dei Presidenti delle Camere, come l’espulsione dal partito, considerata dal senatore “unilaterale e molto poco democratica”.
Mentre infuria la tempesta, vorrei fare un passo indietro, per tornare al 14 aprile 1975, anno in cui fu approvata la legge n. 103, che istituiva la prima Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, meglio nota come Commissione di Vigilanza RAI. Questa è composta da parlamentari di entrambe le Camere - perciò detta bicamerale - venti deputati e venti senatori che rappresentano tutti i Gruppi esistenti nel Parlamento. La Commissione ha il compito di sorvegliare l'attività del servizio televisivo e radiofonico nazionale e pubblico italiano e di garantire la presenza nelle trasmissioni radiotelevisive di tutte le voci presenti nella società in quanto portatrici di interessi e valori meritevoli di trovare adeguato spazio di espressione.Nel 1974, la Corte Costituzionale fece pressioni sul Parlamento affinché approvasse la costituzione di un organo che fornisse garanzie di pluralismo informativo.La legge avrebbe dovuto impedire la lottizzazione dei tre canali di Stato (Rai1 era democristiana, Rai2 era gestita dai socialisti, Rai3 era presidiata dal Pci) che fino a quel momento erano nelle mani del Governo e quindi ai partiti. Il controllo e l'indirizzo della RAI oggi sono amministrati dalla Commissione bicamerale di vigilanza, appunto, quindi in mano del Parlamento, dei senatori e dei deputati dei gruppi parlamentari, anche dell’opposizione, che possono eleggere i loro rappresentanti. La legge, che è stata emendata nel corso del tempo, stabilisce come si costituisce la Commissione, quali sono le sue funzioni, come si elegge il presidente e quali requisiti deve avere e tante altre cose altrettanto interessanti.
1. I membri della commissione sono nominati dai gruppi parlamentari.
2. L’articolo 5 afferma che i membri della commissione eleggono il presidente della Commissione. L'elezione ha luogo per scrutinio segreto e a maggioranza di tre quinti dei membri della Commissione. Dopo il secondo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei membri. In seguito vengono eletti due vice-presidenti e due segretari. Per tali elezioni ciascun membro della Commissione scrive sulla propria scheda un nome per i vice-presidenti e un nome per i segretari. Risultano eletti coloro che hanno conseguito il maggior numero dei voti.
3. Sempre l’articolo 5 stabilisce che l'ufficio di presidenza decade ogni qualvolta la Commissione è rinnovata, anche se parzialmente ai sensi del secondo comma dell'articolo 2, e i suoi membri sono rieleggibili.
4. L’articolo 6 definisce le funzioni del presidente, dei vice-presidenti e dei sottosegretari. Il presidente rappresenta, convoca e presiede la Commissione. I vice-presidenti sostituiscono il presidente in caso di assenza o di impedimento. I segretari verificano i risultati delle votazioni e controllano la redazione dei processi verbali.
5. L’articolo 7 contiene le funzioni dell’ufficio di presidenza. Questo organizza i lavori della Commissione, predispone la previsione annuale delle spese e il rendiconto, esamina le richieste e le proposte dei membri della Commissione in ordine all'andamento dei servizi televisivi, previste dall'art. 21. Ecc. ecc.
6. L’articolo 4 riguarda le funzioni della Commissione parlamentare. Questa ha il compito di tracciare l'indirizzo generale e rappresentare la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. In pratica, si riserva il diritto di decidere cosa va in onda e cosa no, decide se un programma televisivo rispetta le regole o meno. Inoltre, elegge dieci consiglieri di amministrazione della società concessionaria secondo le norme previste dall'art. 8.
Potete capire, quindi, quanto sia importante per i partiti avere un uomo di fiducia seduto a capo di questa commissione. Chi controlla la commissione controlla la Rai, l’informazione fatta dal servizio pubblico e di conseguenza plasma l’opinione pubblica.
Il presidente di questa commissione, però, deve appartenere all’opposizione, per evitare un conflitto d’interessi (avete capito bene, per EVITARE, almeno formalmente) tra governo e controllo della televisione pubblica.Tornando a quanto sta accadendo in questi giorni, potremmo riassumere gli eventi in questo modo.
L’opposizione formata da Pd e Idv, nonostante le continue “lotte fratricide”, convengono sul nome del deputato Idv Leoluca Orlando come presidente della Vigilanza. Berlusconi non lo vuole. Orlando è un personaggio scomodo e poco incline ad assecondare le direttive del centro-destra. Le votazioni proseguono senza arrivare ad un accordo. Nè Veltroni, né Di Pietro intendono fare marcia indietro; altrettanto ferma resta la posizione di Berlusconi. Il 13 novembre 2008, con un blitz del centro-destra, Villari viene eletto presidente. Perchè il Pdl ha scelto Villari piuttosto che il senatore Procacci o la Melandri?Forse perchè Villari è una persona "flessibile". A questo punto Veltroni ci ripensa, perché come al solito si è accorto di non avere il coltello dalla parte del manico. Ne riparla con i suoi e, con la mediazione dell'eminenza grigia Gianni Letta, presentano una rosa di tre candidati fra cui spicca la figura del senatore Sergio Zavoli. A questo punto l'accordo sembra raggiunto se non fosse per Villari che, salito sulla giostra, adesso non ne vuole più sapere di scendere e non sembra essere più tanto flessibile. Ed inevitabilmente ricomincia il solito scarica-barile di responsabilità.
Aspettando con ansia le prossime avvincenti puntate di questo incredibile reality!

lunedì 17 novembre 2008

FANTOZZI DA FAZIO A CHE TEMPO CHE FA – CASO ALITALIA - MERRY CHRISTMAN ED I MESSAGGI SUBLIMINALI















Non è difficile capire la relazione fra Alitalia e il commissario straordinario Fantozzi, ma chi fra voi lettori ha intuito anche qual'è la seconda relazione - quella con “Merry Christman”- vuol dire che la domenica sera la passa davanti al televisore, ma, oltre a questo, forse è paranoico perché vede messaggi subliminali, che poi tanto subliminali non sono!
Ma partiamo dai recenti scioperi bianchi dei dipendenti Alitalia e la cancellazione di alcuni voli determinata a tavolino dai quadri dirigenti per ragioni tecniche e per agevolare il passaggio del testimone a Cai (Compagnia aerea italiota). I due eventi si sono sovrapposti e hanno creato molti disagi ai passeggeri più "patriottici". Ma se la voce dei sindacati autonomi non si fosse fatta sentire, molti crederebbero ancora che la direzione generale non è responsabile dei tagli dei voli. Sul quotidiano “la Repubblica”, Lucio Cillis scrive un interessante articolo a riguardo. Secondo le informazioni di Repubblica, per farla breve, sembra che la società di handling Alitalia Airport non fornisca i pezzi di ricambio per gli Md80, aerei sicuri, ma ormai obsoleti e per questo richiedono molta più manutenzione dei modelli recenti. Tra oggi e domani sono previsti 44 voli cancellati (tutti dall’alto?fifty-fifty?questo non lo so).
Come al solito non mancano i furbetti che, in maniera totalmente disinteressata, violano il regolamento europeo numero 261 del 2004 che tutela i diritti dei passeggeri, e gettano altro fango su chi porta avanti la protesta. Ma alla fine i dirigenti non possono fare a meno di tagliare le spese, visto che non ci sono più soldi e Alitalia è in bolletta.
Ma che la situazione fosse questa, era intuibile anche dalla faccia e dalle parole calibrate di Augusto Fantozzi, ospite ieri sera su Rai3 da Fazio a “Che tempo che fa”.
Tragicomica la scenetta tra il presentatore e il commissario. Se conoscete il modo in cui Fazio conduce un’intervista, potrete condividere con me quanto sembri imbarazzato ed intimorito dai FATTI che affronta. Fantozzi, invece, avrebbe preferito essere a Scherzi a Parte e prendersi una bella secchiata di colla e poi essere ricoperto di piume per non essere riconosciuto. Nonostante l’impegno e i notevoli sforzi del commissario, che si era preparato qualche battuta, quest’ultimo non ha potuto nascondere alcune imbarazzanti verità.
1)I nostri connazionali all’estero gli scrivono per comunicargli la loro felicità nel sapere Alitalia ancora italiana e nel vedere ancora la livrea verde?Si, va bene e allora? Fazio gli ha fatto notare che anche con AirFrance avremmo mantenuto il marchio. Inoltre Cai, in futuro, non potrà fare a meno di un alleato europeo, ed ecco ricomparire la compagnia francese (o Lufthansa).
2) “Ho accettato l’incarico senza sapere quale sarebbe stato poi la mia retribuzione”. E chi se ne frega!Non lo liquideranno certo con una stretta di mano. Meglio si concluderà la trattativa per il governo, più alta sarà la sua parcella.
3)Fazio domanda “La proposta di Cai è migliore di quella AirFrance?”
Risposta: “La proposta è DIVERSA!...”
Che vuol dire che la proposta è diversa?che Cai non si accolla i debiti di Alitalia. Cai ci mette circa un miliardo di euro, Alitalia ha bisogno di liquidità per 2,3 miliardi. Ma Fantozzi ci rassicura dicendo che il suo advisor, cioè la banca che ha condotto la perizia di valutazione di Alitalia, in questo caso la Rotshild, considera non lontana la proposta di Cai dal valore della compagnia. Quindi sappiamo che Alitalia vale ben poco e, soprattutto, come ha affermato lo stesso commissario, Alitalia, in questa situazione, è destinata a perdere se non modifica al più presto il suo asset. I creditori fanno pressioni per percepire i pagamenti arretrati, prima fra tutte l’Eni, che potrebbe lasciare a terra tutta la flotta da un momento all’altro. Ma non è l’unica, ci sono gli aeroporti, gli aerei, la manutenzione, le tasse, le assicurazioni, i dipendenti e chissà quante altre voci nell’elenco spese. E anche su questo punto Fantozzi è stato chiaro. Prima di tutto Alitalia annullerà i debiti con i privati. Se avanzerà qualcosa, lo stato si accontenterà, noi ci accontenteremo. Ma già sappiamo come andrà a finire se i debiti di Alitalia superano del doppio l’iniezione di liquidità di cui avrebbe bisogno.
Comunque ricordiamoci che il commissario straordinario Fantozzi ci ha messo la faccia. Ricordiamocelo e ricordiamoci le sue parole per poi ricordarle a lui qualora ce ne fosse necessità!
Vi state ancora chiedendo cosa c’entra Merry Christman?
Ve lo dico subito. Sempre ieri sera, su Canale5 andava in onda in prima serata il solito film-panettone (scaduto), con Christian De Sica e Massimo Boldi.
Il film comincia così. Nelle prime scene, la grande compagnia aerea italiana la fa da protagonista, mostrando quanto è bello e comodo volare Alitalia. Subito dopo entra in scena l’antagonista di Alitalia. Il pilota. Eh sì, perché il pilota interpretato da De Sica rovina l’immagine della sua azienda. Il pilota, infatti, ha tanti soldi da permettersi, vacanza, lussuosi alberghi e mantenere persino due famiglie! Mi sembra chiaro quale sia il messaggio ed in che modo possa essere interpretato se calato nel contesto odierno.
Ora, se pensate che io sia un po’ suonato ci può anche stare, ma lasciatemi il beneficio del dubbio. Lasciatemi dubitare di chi dice che la televisione non ha il potere di influenzare l’opinione pubblica. Sarei curioso di sapere quanti ieri sera hanno visto il film di Vanzina e quanti Che tempo che fa. E sarei curioso di sapere poi cosa pensa ogni singolo telespettatore del caso Alitalia e delle decisioni prese a riguardo dal Governo.
Per oggi mi fermo qui. Spero abbiate molto da commentare.

venerdì 7 novembre 2008

Sfumature #1

Prime Minister Silvio Berlusconi of Italy did it again.
Rachel Donadio, New York Times

Mentre Silvio Berlusconi si trovava in compagnia del presidente russo Medvedev, il premier italiano ha decio di sfoderare dal suo repertorio di "battute", una di quelle da antologia della gaffe!
Salutando l'insediamento di Barack alla presidenza americana, ha avuto la brillante idea di definirlo "abbronzato". A chiunque passasse per la testa che la dichiarazione del nostro amato presidente sia inappropriata, di pessimo gusto, ambigua e velatamente razzista, sappia che è un imbecille! Lo ha affermato lo stesso premier che ha invece dato la giusta interpretazione del proprio pensiero unico. "E' stata una carineria", avrebbe detto ai microfoni dei giornalisti.
Se volete continuare a leggere, sappiate che chi scrive è un imbecille e forse lo siete anche voi.