giovedì 15 ottobre 2009

POVERI POLITICI DOPPIOLAVORISTI!


Poveri i nostri politici, costretti a far due lavori per sopravvivere!

I nostri rappresentanti parlamentari, ieri, sono stati dipinti da tutte le tv e le testate giornalistiche come fannulloni, quando, invece, questi poveri ragazzi sono costretti a fare due lavori per portare a casa qualcosa in più: anche loro, nonostante continuino a negarlo, pare abbiano sentito gli effetti della crisi e facciano fatica ad arrivare a fine mese.

Nessuno lo sa, ma i nostri deputati e senatori hanno soltanto un contratto di collaborazione occasionale. Un semplice contratto a tempo determinato (dalla crisi di governo).

Sono perciò costretti a lavorare solo tre ore al giorno, tempo più che sufficiente per votare i provvedimenti governativi su cui spesso veniva imposto il voto di fiducia. Un deputato non ha neppure il tempo di andarsene a mensa a desinare (come direbbe mio nonno) per usufruire del solito sconto. Infatti, la mensa di Montecitorio è più economica di qualsiasi altra mensa universitaria. Si parla di un pranzo completo incluse le bevute per un paio di euro. Sarà mica la Caritas?

Così i nostri rappresentanti son costretti a farsi il caffè a casa e mangiare un paio di biscotti secchi prima d’andare a schiacciare il pulsante, che fa molto i sopravvissuti di “Lost”, che non c'hanno una mazza da fare se non che premere quel bottone che permette loro di sopravvivere.

Frustrati dall’atteggiamento despotico del governo, delusi dalla pochezza dell’indennizzo ricevuto per il lavoro svolto (lo ricordo ancora una volta: premere un bottone. Sono solo 15 le leggi non provenienti dal Governo e approvate dal Parlamento dall’inizio della legislatura ad oggi), annoiati di svolgere un lavoro ormai poco stimolante, i parlamentari sono disposti a fare due lavori: chi prosegue a fare l’avvocato, chi il consulente, chi il medico, chi il professore universitario, chi l’imprenditore, chi l’operaio e chi la casalinga!!

Sono disposti a viaggiare molto pur di fare qualcosa che a loro interessi veramente, a muoversi quotidianamente tra Roma e le sedi delle prime attività.

E visto che non sono riusciti a mangiare a scrocco per colpa dell’orario dei lavori alle Camere, si prendono la loro rivincita viaggiando gratuitamente.

Poveri i nostri politicanti!

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