Migliaia di extracomunitari si sono radunati per le strade e nella piazza del comune per manifestare contro l’episodio accaduto ieri, in cui due immigrati sono stati feriti da sconosciuti con alcuni colpi di carabina ad aria compressa. Dopo i disordini di ieri quando gli immigrati hanno dato vita ad una guerriglia urbana, in cui sono rimaste ferite 34 persone, gli scontri sono proseguiti anche oggi durante le accese proteste degli immigrati.
Una parte di loro, armati di bastoni e spranghe ha danneggiato vetrine e rovesciato cassonetti. Un abitante ha sparato in aria dalla terrazza, cercando di far dileguare alcuni manifestanti che avevano circondato la sua abitazione.
Circa duecento immigrati hanno attuato due blocchi stradali, uno a nord e uno a sud dell'abitato di Rosarno, sulla statale 18, impedendo alle auto di transitare per tutta la giornata.
Neppure la troupe della Vita in diretta, il programma di Raiuno condotto da Lamberto Sposini, è riuscita a sfuggire alla violenza che si scatenava per le strade di Rosarno. La redazione ha reso noto che, mentre il giornalista Giacinto Pinto stava seguendo gli scontri, è stato avvicinato da un gruppo di giovani locali che hanno inveito e aggredito il cameraman gridando di non “filmare loro, ma gli extracomunitari che sono la causa di tutto”.
Gli immigrati hanno chiesto che una loro delegazione incontrasse Francesco Bagnato, il commissario prefettizio del Comune che è stato sciolto per infiltrazione mafiosa.
Dopo aver assicurato agli extracomunitari protezione e giustizia, il commissario ha incontrato anche una delegazione di cittadini di Rosarno che chiedevano l'immediato allontanamento degli immigrati presenti nella cittadina della Piana di Gioia Tauro. I cittadini hanno poi occupato la sede del comune ed organizzato una contromanifestazione, mobilitata dal giornalista pubblicista, Marcello Marzialetti, che si è presentato come corrispondente di un quotidiano locale e ai cronisti ha detto: “Gli immigrati devono andarsene da Rosarno”.
Alla fine della protesta sono avvenuti scontri anche tra la popolazione locale e le forze dell’ordine. Alcuni giovani hanno cercato di intercettare gli immigrati che rientravano nei centri di ricovero in cui sono ospitati, ma sono stati fermati dagli agenti di polizia. “Dovete picchiare loro e non noi, perché sono loro i veri criminali” ha detto uno dei fermati.
Non si fanno attendere le dichiarazioni del ministro dell’Interno, Roberto Maroni: “In tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che ha alimentato da una parte la criminalità e dall'altra ha generato situazioni di forte degrado, come quella di Rosarno. “Stiamo intervenendo - ha sottolineato il ministro -, intanto ponendo fine all'immigrazione clandestina, agli sbarchi che hanno alimentato il degrado, e a poco a poco porteremo le situazioni alla normalità, questo è il nostro impegno”.
Secca la replica di Pier Luigi Bersani: “Mi dispiace molto che il ministro dell'Interno non abbia perso l'occasione, anche questa volta, di fare lo scaricabarile sulla famosa immigrazione clandestina”.
Poco più tardi è il ministro della Difesa La Russa a rialzare i toni. “Troppa tolleranza verso i clandestini” - ha detto il ministro - lo Stato ha il dovere di fare rispettare le leggi, di fare rispettare le regole. Non può esserci tolleranza, specie per chi usa la violenza in maniera così evidente, per il solo fatto che è un immigrato. “Anzi - ha aggiunto - credo che il degrado sia proprio derivato dalla troppa tolleranza nei confronti dell'immigrazione clandestina di questi ultimi anni”.
E Bagnato si sbilancia. “Il ferimento accaduto ieri di due immigrati non è riconducibile a razzismo” ha riferito il commissario prefettizio “Si è trattato in realtà - ha aggiunto - di un atto provocatorio e delinquenziale da parte di alcune persone”.
Intanto sul social network Facebook è attivo da alcuni mesi un gruppo intitolato 'Gli africani salveranno Rosarno'. Al momento vi aderiscono 1500 persone. Scopo del gruppo è quello di una sorta di osservatorio invernale sulla raccolta degli agrumi nella Piana di Gioia Tauro, con la speranza di mantenere alta l'attenzione, contrastare ogni forma di razzismo, informare correttamente, sfatare i luoghi comuni sul fenomeno dell'immigrazione e promuovere percorsi di integrazione.

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