mercoledì 26 novembre 2008

CRISI ECONOMICA E DETASSAZIONE DELLE TREDICESIME

Il Ministro dell’Economia risponde picche alla richiesta del Premier di trovare nuove risorse per rilanciare il consumo nel periodo natalizio.


A Bruxelles, la Commissione Ue ha presentato il piano d’azione per rilanciare l’economia europea. Tra gli obiettivi del progetto ci sono la richiesta alla Bce di ridurre i tassi d’interesse al 2,5-2,75%, e il congelamento, per i prossimi due anni, del Patto di Stabilità e Crescita che permetterebbe di “varare misure eccezionali di stimolo fiscale”.

Cos’è il Patto di Stabilità e Crescita?

È un accordo stipulato dai paesi membri che definisce alcune norme al fine di controllare le politiche di bilancio di ogni stato per mantenere fermi i requisiti di adesione alla Eurozona. Il PSC stabilisce che il deficit pubblico (l’ammontare della spesa pubblica non coperte dalle entrate dell’erario) di un paese non superi il 3% del Pil (Prodotto interno lordo: tutti i beni e i servizi che il paese produce in un anno). Inoltre ogni paese deve mantenere il proprio debito pubblico al di sotto del 60% del Pil, o mostrare segni di rientro nei parametri. Il nostro debito, invece sale e raggiunge quota 104%.

Cosa permetterebbe di fare tale congelamento?

Sarkozy e Merkel ne hanno fatto richiesta in una lettera congiunta presentata a Bruxelles, consapevoli che ogni paese dovrà arrangiarsi da solo nel difendersi dalla crisi. Con questa lettera hanno richiesto che ogni Stato possa sforare la soglia massima del 3% del deficit, per sostenere i consumi e rilanciare la produttività. Essendo paesi seri, Francia e Germania, hanno aggiunto che ogni ipotetico 0,00001% di aumento del deficit dovrà essere documentato, giustificato, messo a verbale e presentato ed approvato dall’Unione europea prima di essere eseguito. Le proposte dei due leader europei continuano e non suonano familiari alle nostre orecchie, come la riduzione dell’Iva, i tagli ai costi delle imprese, un fondo anti-disoccupazione e il sostegno alle banche.

Se queste sono le richieste di manovra dei nostri “vicini”, è segno che loro possono permettersi degli spazi di manovra. Nel 2007, infatti, il debito pubblico e il deficit di Francia e Germania erano rispettivamente di 64,2% e -2,7% per la prima e 65% e ZERO per la seconda. Nel 2007 il nostro debito pubblico, come ho già ricordato, è salito al 104%, ma il rapporto del deficit segnava -1,9%. Peccato che con le manovre adottate dal governo per affrontare la recessione ormai prossima, il nostro deficit sia tornato alla soglia limite del 3%.

Ed è lo stesso Ministro Tremonti ad affermarlo, in risposta alle pressioni di Berlusconi che pretendeva si trovassero ulteriori risorse per sostenere le famiglie. Tremonti è stato chiaro. Ha detto che la finanziaria 2009 non si tocca, che con quella si è raggiunto il risanamento e detassare le tredicesime costerebbe almeno mezzo punto di Pil, cioè otto miliardi di euro!sono stati trovati i soldi per le imprese e per le famiglie in difficoltà (quei quattro miliardi di euro che Berlusconi considera insufficienti, ma che valgono lo 0,25% del Pil e hanno portato il nostro deficit vicino alla famosa soglia 3%).

Il Primo Ministro è stato, perciò, costretto a fare marcia e confermare il rispetto del PSC, facendo della necessità una virtù. Ma non ha tenuto nascosta la volontà di rischiare e avere fiducia nella ripresa dei consumi. Ingenuo?Ottimista? Non lo sapremo mai.

Intanto le famiglie delle classi medio-basse si dovranno accontentare di 1,30 euro al giorno, secondo le stime fatte per la redistribuzione minima degli incentivi statali.

Questa mattina, su Omnibus (La7), il senatore Pd Giorgio Tonini, è tornato a parlare dell’abolizione dell’Ici e della vendita di Alitalia. L’estensione dell’abolizione dell’Ici su ogni prima casa ha ridotto le entrate di circa tre miliardi di euro, la vendita della compagnia aerea italiana a Cai è costata allo Stato tre miliardi di euro, per un totale di circa sei miliardi. Risorse che, se il governo avesse incassato, avrebbe potuto riutilizzare per ridurre la pressione fiscale sugli stipendi di fine anno oppure aggiungere ai quattro previsti per il sostegno alle famiglie.

Ora bisogna tenere conto che i soldi ricavati dall’Ici sarebbero spettati ai Comuni, mentre Alitalia lascia allo Stato un buco di due miliardi e non tre come sottolineava il senatore Tonini. Ma a prescindere dalle sue errate valutazioni, sicuramente almeno cinque miliardi di euro avrebbero allentato la morsa della crisi.



Paese

Finanza pubblica 2007

deficit (-)/surplus (+) annuo rispetto al PIL

debito pubblico rispetto al PIL

Limite di riferimento

max deficit -3%

max debito 60%

Austria

-0.5%

59.1%

Belgio

-0.2%

84.9%

Cipro

+3.3%

59.8%

Finlandia

+5.3%

35.4%

Francia

-2.7%

64.2%

Germania

0.0%

65.0%

Grecia

-2.8%

94.5%

Irlanda

+0.3%

25.4%

Italia

-1.9%

104.0%

Lussemburgo

+2.9%

6.8%

Malta

-1.8%

62.6%

Paesi Bassi

+0.4%

45.4%

Portogallo

-2.6%

63.6%

Slovenia

-0.1%

24.1%

Spagna

+2.2%

36.2%

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