
Negli ultimi giorni il dibattito sulla presidenza della Commissione di vigilanza Rai sembra essersi inasprito. E se prima le parti in causa erano due, maggioranza e opposizione si contendevano il diritto di scegliere chi avrebbe dovuto presiedere la Commissione parlamentare, dopo lo scherzetto del Pdl&Co, che ha eletto il senatore Riccardo Villari (Pd), sono diventati tre. Infatti, adesso che Berlusconi e Veltroni sembrano essersi accordati sul nome del senatore Sergio Zavoli (Pd), Villari non ha intenzione di dimettersi, di farsi da parte, di tornare nell’ombra, insomma, Villari non vuole rinunciare al suo momento di gloria. Cadono nel vuoto anche gli appelli del Primo Ministro e dei Presidenti delle Camere, come l’espulsione dal partito, considerata dal senatore “unilaterale e molto poco democratica”.
Mentre infuria la tempesta, vorrei fare un passo indietro, per tornare al 14 aprile 1975, anno in cui fu approvata la legge n. 103, che istituiva la prima Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, meglio nota come Commissione di Vigilanza RAI. Questa è composta da parlamentari di entrambe le Camere - perciò detta bicamerale - venti deputati e venti senatori che rappresentano tutti i Gruppi esistenti nel Parlamento. La Commissione ha il compito di sorvegliare l'attività del servizio televisivo e radiofonico nazionale e pubblico italiano e di garantire la presenza nelle trasmissioni radiotelevisive di tutte le voci presenti nella società in quanto portatrici di interessi e valori meritevoli di trovare adeguato spazio di espressione.Nel 1974, la Corte Costituzionale fece pressioni sul Parlamento affinché approvasse la costituzione di un organo che fornisse garanzie di pluralismo informativo.La legge avrebbe dovuto impedire la lottizzazione dei tre canali di Stato (Rai1 era democristiana, Rai2 era gestita dai socialisti, Rai3 era presidiata dal Pci) che fino a quel momento erano nelle mani del Governo e quindi ai partiti. Il controllo e l'indirizzo della RAI oggi sono amministrati dalla Commissione bicamerale di vigilanza, appunto, quindi in mano del Parlamento, dei senatori e dei deputati dei gruppi parlamentari, anche dell’opposizione, che possono eleggere i loro rappresentanti. La legge, che è stata emendata nel corso del tempo, stabilisce come si costituisce la Commissione, quali sono le sue funzioni, come si elegge il presidente e quali requisiti deve avere e tante altre cose altrettanto interessanti.
1. I membri della commissione sono nominati dai gruppi parlamentari.
2. L’articolo 5 afferma che i membri della commissione eleggono il presidente della Commissione. L'elezione ha luogo per scrutinio segreto e a maggioranza di tre quinti dei membri della Commissione. Dopo il secondo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei membri. In seguito vengono eletti due vice-presidenti e due segretari. Per tali elezioni ciascun membro della Commissione scrive sulla propria scheda un nome per i vice-presidenti e un nome per i segretari. Risultano eletti coloro che hanno conseguito il maggior numero dei voti.
3. Sempre l’articolo 5 stabilisce che l'ufficio di presidenza decade ogni qualvolta la Commissione è rinnovata, anche se parzialmente ai sensi del secondo comma dell'articolo 2, e i suoi membri sono rieleggibili.
4. L’articolo 6 definisce le funzioni del presidente, dei vice-presidenti e dei sottosegretari. Il presidente rappresenta, convoca e presiede la Commissione. I vice-presidenti sostituiscono il presidente in caso di assenza o di impedimento. I segretari verificano i risultati delle votazioni e controllano la redazione dei processi verbali.
5. L’articolo 7 contiene le funzioni dell’ufficio di presidenza. Questo organizza i lavori della Commissione, predispone la previsione annuale delle spese e il rendiconto, esamina le richieste e le proposte dei membri della Commissione in ordine all'andamento dei servizi televisivi, previste dall'art. 21. Ecc. ecc.
6. L’articolo 4 riguarda le funzioni della Commissione parlamentare. Questa ha il compito di tracciare l'indirizzo generale e rappresentare la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. In pratica, si riserva il diritto di decidere cosa va in onda e cosa no, decide se un programma televisivo rispetta le regole o meno. Inoltre, elegge dieci consiglieri di amministrazione della società concessionaria secondo le norme previste dall'art. 8.
Potete capire, quindi, quanto sia importante per i partiti avere un uomo di fiducia seduto a capo di questa commissione. Chi controlla la commissione controlla la Rai, l’informazione fatta dal servizio pubblico e di conseguenza plasma l’opinione pubblica.
Il presidente di questa commissione, però, deve appartenere all’opposizione, per evitare un conflitto d’interessi (avete capito bene, per EVITARE, almeno formalmente) tra governo e controllo della televisione pubblica.Tornando a quanto sta accadendo in questi giorni, potremmo riassumere gli eventi in questo modo.
L’opposizione formata da Pd e Idv, nonostante le continue “lotte fratricide”, convengono sul nome del deputato Idv Leoluca Orlando come presidente della Vigilanza. Berlusconi non lo vuole. Orlando è un personaggio scomodo e poco incline ad assecondare le direttive del centro-destra. Le votazioni proseguono senza arrivare ad un accordo. Nè Veltroni, né Di Pietro intendono fare marcia indietro; altrettanto ferma resta la posizione di Berlusconi. Il 13 novembre 2008, con un blitz del centro-destra, Villari viene eletto presidente. Perchè il Pdl ha scelto Villari piuttosto che il senatore Procacci o la Melandri?Forse perchè Villari è una persona "flessibile". A questo punto Veltroni ci ripensa, perché come al solito si è accorto di non avere il coltello dalla parte del manico. Ne riparla con i suoi e, con la mediazione dell'eminenza grigia Gianni Letta, presentano una rosa di tre candidati fra cui spicca la figura del senatore Sergio Zavoli. A questo punto l'accordo sembra raggiunto se non fosse per Villari che, salito sulla giostra, adesso non ne vuole più sapere di scendere e non sembra essere più tanto flessibile. Ed inevitabilmente ricomincia il solito scarica-barile di responsabilità.
Aspettando con ansia le prossime avvincenti puntate di questo incredibile reality!

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