venerdì 18 dicembre 2009

BERLUSCONI TORNA AD ARCORE

"Non prevarranno nè la violenza delle pietre, nè quella peggiore delle parole"

Il Presidente del Consiglio è tornato a Villa San Martino verso le quattro di oggi pomeriggio. I primi ad accoglierlo al cancello di casa sua sono stati un gruppo di simpatizzanti e il primo cittadino di Arcore, Marco Rocchini che ha detto di aver trovato il premier forte nonostante l’aspetto provato.

Berlusconi ha lasciato l’ospedale San Raffaele questa mattina con una vistosa fasciatura sul volto. Prima del rientro a casa, si è recato dal suo dentista di fiducia per sottoportsi ad un intervento di ricostruzione di un incisivo superiore e alla medicazione dell'altro dente danneggiato durante l'aggressione. L' intervento è durato circa quattro ore.

“Mi rimarranno due cose come ricordo di questi giorni: l'odio di pochi e l'amore di tanti, tantissimi, italiani – ha fatto sapere il Primo Ministro, dopo aver evitato i cronisti che lo attendevano fuori dal nosocomio-. Agli uni e agli altri faccio la stessa promessa: andremo avanti con più forza e più determinazione di prima sulla strada della libertà. Lo dobbiamo al nostro popolo, lo dobbiamo alla nostra democrazia, nella quale non prevarranno né la violenza delle pietre, né quella peggiore delle parole.”

Resta a San Vittore, Massimo Tartaglia, l'uomo di 42 anni di Cesano Boscone che domenica sera si e' reso responsabile dell'aggressione nei confronti del premier.

Il Gip di Milano, Cristina Di Censo, ha bocciato la richiesta dei difensori dell’imputato che, in occasione dell'udienza di convalida del fermo, avevano chiesto per il loro assistito il ricovero in una comunità terapeutica. Tartaglia sarà rinchiuso in una cella singola all'interno del reparto psichiatrico del penitenziario milanese e sarà monitorato da un pool di medici.

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