Nuove tensioni tra il Presidente della Camera e parte della maggioranza.
“E' una decisione legittima ma riveste carattere politico perché attinente esclusivamente ai rapporti tra maggioranza e governo. Ed è per tale motivo che la presidenza della Camera ritiene deprecabile questa scelta” ha dichiarato il Presidente della Camera a proposito della fiducia chiesta dal governo sul secondo articolo della Finanziaria. A poche ore dall’aggressione al Premier, la tregua tra Berlusconi e Fini è già terminata. Dopo la richiesta avanzata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, Fini è intervenuto nell’Aula di Montecitorio facendo notare ai colleghi che l’apposizione della fiducia “non può essere in alcun modo considerata una decisione di carattere tecnico, non essendo giustificabile con ostacoli procedurali” perche l’opposizione “non ha avuto atteggiamenti ostruzionistici”, perciò “non può che essere considerata dalla presidenza che come una decisione attinente a questioni di carattere politico”. Gli emendamenti da verificare, infatti, erano solo sessantaquattro, di cui cinquantacinque dell’opposizione. Il presidente della Camera ha poi ricordato che “i tempi per l’esame del testo in aula sono contingentati, ed avrebbero consentito anche senza la fiducia di approvare il testo nei tempi previsti compatibilmente con il passaggio al Senato”. Immediate le reazioni di alcuni esponenti della maggioranza a partire dalla Lega, con Calderoli, che ha affermato: “Dalla presidenza della Camera ci si attende l'applicazione dei regolamenti, non certo valutazioni sul fatto se sia deprecabile o meno una richiesta di fiducia, la cui valutazione di merito spetta all'esecutivo, in quanto la richiesta di fiducia è finalizzata proprio a verificare il rapporto fiduciario intercorrente tra la maggioranza e l'Esecutivo”.
Contro Fini anche Osvaldo Napoli, vicepresidente del Pdl: “Il presidente della Camera indica scelte politiche che non gli competono. La sua posizione è insostenibile. Lui non dirige più i lavori d'Aula, ma detta scelte che spettano al governo. Neppure può scambiarsi per il leader dell'opposizione”.
Anche l’ex segretario del Pd, Dario Franceschini, è andato all’attacco: “La fiducia è l’unico modo per tenere insieme questa maggioranza” in cui “ci sono problemi politici irrisolti che emergono puntualmente».
Intanto, la conferenze di capigruppo ha deciso che la votazione sulla fiducia - la ventisettesima in 19 mesi di governo Berlusconi - si terrà domani a mezzogiorno, mentre il voto finale dovrebbe arrivare giovedì.

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